fdax: + 2442,56 euros netti
con soli 3,5 punti di spread sarebbe stata una cecchinata perfetta, ma c'era il rischio di rovinare il già fatto.
aggiornamento grafico.
tutti gli indici che seguo oggi hanno dovuto vedersela con la loro mm50, e per quanto riguarda il dax anche la 110. chiusura gap con volumi in crescita rispetto a quelli già buoni di ieri.
il pil australiano è esploso (rispetto a noi ovviamente) , ma l'info non dovrebbe sorprendere per un economia continentale che non è mai entrata in recessione e pesa nell'universo mondo del gdp mondiale: meno del 5%.
dovrebbe far molta più notizia il calo dei consumi dei crucchi. era previsto un aumento dello 0.6 e invece c'è un -0,3 per la più pimpante economia matura dell'occidente. per chi producono se non consumano? per gli altri logico e infatti oggi l'ism manufatturiero ha questa forma
tutte le voci che ho comprese nei quadrati rosse sono negative per quest'economia americana. a titolo di esempio l'aumento delle scorte (inventories) che sono segnale di salute in un economia che consuma o che vende a 3*(esportazioni: segno meno, segno più per le importazioni invece, che caso) non lo è per un economia che non consuma o non vende a 3* . chiamasi sovraproduzione, ovvero una condicio sine qua non per la deflazione.
insomma se appena pubblicato il dato mi ha sorpreso non poco specie dopo il pmi di ieri, dopo la lettura delle specifiche la sorpresa è stata smorzata di parecchio.
da non dimenticare anche il -1% per le spese di costruzione, ma soprattutto l'adp negativo (il primo da mesi) di un economia che dichiara di crescere e di produrre super utili e di avere un mare di cassa per realizzare operazioni di m&b ma non solo non assume ma addiruttura ha ricominciato a bruciare posti di lavoro (anche se è meglio aspettare il dato di venerdì prima di fasciarsi la testa e pensare a casa nostra dopo il dato di oggi e di ieri).
